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... Trogir fu fondata dai Greci della stirpe ellenica dei Dori di Siracusa, valorosi navigatori migratori, primi colonizzatori dell'Adriatico, delle sue isole e dei suoi protetti porti. Sotto la guida di Dionisio, fondarono sull'isola di Vis (Issa) nel 390 a.C. il centro della loro nuova patria da dove poi, a bordo di veloci triremi, s'insediarono man mano sul territorio costiero antistante. Nel III secolo a.C. gli Issei quindi, molto probabilmente sul luogo di un abitato illirico esistito in precedenza, fondarono la loro colonia TRAGU-RION (posto dove pascolano le capre) denominandola cosi perché ivi vi trovarono un gran numero di capre appartenenti alle greggi dei pastori illiri. Grazie alla sua posizione strategica, Trogir, divenne ben presto uno stanziamento greco ben fortificato con magazzini e cantieri per la riparazione e la costruzione di navi. Gli storici greci Tolomeo e Strabene si riferiscono a Trogir denominandola "un'isola e una città degli Issei", mentre da un'iscrizione lapidaria entro le mura del convento benedettino che menziona il sacerdote supremo (hieromnamon), i consiglieri (logistoi) e il segretario della città (grammateos) veniamo a sapere su com'era definita la struttura amministrativa della colonia greca. Nel medesimo convento si custodisce anche l'unico rilievo del Kairos, il dio dell'attimo propizio, opera della scuola di Usippo. Un rilievo in marmo che la patina del tempo, ha voluto colorare in oro antico, rappresentante un giovanotto nudo e muscoloso dalla chioma scapigliata con in mano una bilancia, simbolo dell'incostante fortuna umana.
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