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TEMPIO
DI AUGUSTO
costruito tra il 2 ed il 14 d.C.
Dimensioni:
8,05m di larghezza, 17,65m di profondità, 12m d'altezza |
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Dei
due templi gemini sorti sul lato settentrionale della piazza della
Signoria è superstite solo il Tempio di Augusto, detto anche di Roma.
Prima della costruzione dei templi gemini, venne eretto un podio sopra
quello che sarebbe stato un primo santuario che il Polaschek pensò
di far risalire all'epoca della colonia romana, quando questa era
ancora fuori del confine d'Italia, cioè tra il 42 ed il 16 a.C. nel
periodo intercorso tra lo spostamento del confine della X^ Regio Venetia
ed Histria dal fiume Risano al fiume Arsa.
Il Mirabella ritenne invece che questa fosse stata la sede del Tempio
Capitolino. Ora, su questa base elevata si vede questo monumento notevole
per lo slancio e per la finezza e l'eleganza dei dettagli. Misura
17,65 metri per 8,05; è alto 12 metri e consta di una cella con agli
angoli quattro pilastri scanellati, un pronao tetrastilo e due colonne
nei risvolti; è preceduto da un'alta scalinata. Le sei colonne rotonde
sono lisce, con eleganti capitelli mentre le ante hanno paraste scanellate;
il tutto in stile corinzio, come tanti capolavori dell'arte romana
all'età aurea di Vitruvio. Nell'elegante fregio della trabeazione
della facciata c'era una dedica bronzea che diceva: "Romae et
Augusto Caesari Divi F. Patri Patriae". In epoca bizantina il
tempio venne ridotto a chiesa di Maria; un incendio, nel XVI° secolo,
ne distrusse il fianco sinistro. Nello stesso secolo il tempio venne
studiato e riprodotto da Andrea Palladio. Agli inizi del 1600 i Veneziani
lo restaurarono e lo adibirono prima a chiesa, poi a granaio, collocandovi
sopra un leone marciano. Nello stesso tempo il pronao servì da loggia.
Nel 1771 il tempio, secondo l'abate Fortis, fu trasformato in stalla.
Scipione Maffei in un suo scritto propose, nel XVIII° secolo, di spostare
il Tempio di Augusto a Venezia per adibirlo a "utilissima scuola
di architettura". Nel 1920-25 venne liberato dalle costruzioni addossate
che lo opprimevano e venne restaurato nelle sue forme originali.
Nel 1944 fu sfortunatamente colpito da una bomba d'aereo.
Nel dopoguerra, tra il 1945 ed il 1947, fu nuovamente restaurato da
parte della Soprintendenza alle Belle Arti di Trieste per cui, fortunatamente,
si è conservato nelle sue linee essenziali. All'interno, che porta
tracce di affreschi medioevali, è stato ripristinato il piccolo lapidario
di sculture romane che già nel 1806 era stato istituito dal generale
francese Marmot.
La costruzione gemina del Tempio di Augusto fu probabilmente
il Tempio di Diana, di cui si è coservata solo la parte posteriore
incorporata nell'edificio del Comune.
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