| Questo antichissimo villaggio si trova sul lato orientale della valle del torrente Cipri, che è il prolungamento naturale del Vallone di Canfanaro.
La valle del Cipri si raggiunge da Pisino prendendo la strada per Parenzo e, dopo 3 km sulla destra verso nord, si apre la vallata. La valle del Cipri è percorsa da una stretta stradina asfaltata, che corre a nord lungo la sponda sinistra del torrente, sotto il monte Orliac, per passare poi sulla sponda opposta, a circa metà percorso. La si imbocca sul bivio segnalato per Vermo, girando poi a sinistra. Tutta la valle è pressoché disabitata, salvo un'azienda agricola in località Mecurici che si vede ad occidente, sotto la pendice del poggio che divide la valle dalla piccola conca di Treviso.
La deviazione per Vermo inizia a salire fiancheggiata da vecchi alberi tormentati dal vischio e dall'edera. Con un paio di tornanti si arriva ad un bivio con una grande croce in pietra calcarea. A sinistra la strada si dirige verso la chiesa di S. Maria delle Lastre mentre, continuando a salire, si entra nel borgo costruito su un colle boscoso che sporge dalle falde settentrionali del monte Càmus, a 321 m di quota.
Il Santuario di Santa Maria di Vermo è chiamato anche Beata Vergine delle Lastre o Madonna delle Lastre; i Croati lo conoscono come Sveta Marija na Skriljinah. Questo piccolo tesoro, ancora piuttosto ben conservato, è la chiesetta cimiteriale del paese di Vermo e si trova ad 1 km dal villaggio verso nord-est.
Il santuario si raggiunge deviando a sinistra al bivio sul quale si trova la grande croce, salendo il pendio che porta a Vermo. La stradina poi scende, attraversa un torrentello e risale un bosco arrivando così ad un piazzale di fronte al quale si trova l'antica chiesa, costruita a mezza costa di un colle arenaceo. La chiesa della Madonna delle Lastre è immersa in un boschetto di pini misti a tigli; ora la bella chiesetta è coperta con tegole, si presenta con un portico a tre arcate ed il campanile a vela sopra la facciata, con la bifora che porta una campana.
Il portico ha il tetto rifatto con le capriate in legno a vista ma il pavimento in pietra è quello originale dell'epoca, come la facciata in pietra, con la porta lavorata ad arco abbassato e dipinta di rosso. E' pure dell'epoca l'acquasantiera esterna ricavata in un masso di calcare infisso nella muratura. E' una costruzione a corsi regolari di calcare squadrato con strette finestrelle gotiche e finestre a lunetta aperte sull'abside. Ora si presenta tutta in pietra nuda tranne gli archi del portico che sono stati intonacati e dipinti in color sabbia. Sopra il portone della chiesa, una nicchia mostra tracce di un antico affresco e, al di sopra della nicchia, in una piccola finestrella è racchiusa una stella di pietra.
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