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L'attuale e relativamente recente abitato di Sichici si trova lungo
l'antica strada romana che da Pola porta a Sissano.
È posto in una valletta affiancata a nord dal monte Sichici,
omonimo del villaggio ma che, fino al XVII secolo, aveva il nome
di Carsisèl.
È un raggruppamento di poche case, poi allargatosi lungo
la strada per Pola. A sud si nota l'altura detta Turcian sulla quale,
nel XIX secolo, gli Austriaci costruirono una fortezza a difesa
delle coste e dei porti istriani di Pola e Medolino. Per erigere
in questo sito la fortezza, gli artefici dell'opera distrussero
in gran parte le tracce dell'antico abitato romano, bizantino e
medioevale, che per secoli trovò la sua collocazione in cima
al colle posto in mezzo alla vasta pianura.
Il luogo dell'antico e grosso villaggio si può ora individuare
dai cumuli di macerie coperte di rovi; fino a qualche decennio or
sono si potevano ancora notare la via maestra ed altre viuzze.
Questo secolare villaggio, al tempo di Roma aveva il nome di Turtigliano.
La contrada era un possesso della chiesa di Pola, acquisito dopo
la venuta dei Franchi nell'VIII secolo. Verso la fine del XII secolo
il vescovo di Pola cedette questo feudo ai patriarchi d'Aquileia
che lo inserirono, nel 1300, con altre località della Polesana,
nella cosiddetta Regalìa, un beneficio diretto dei patriarchi.
Nel 1292 i patriarchi conferirono in uso le terre di Tortiàn
ai Castropola, che in quel tempo erano i signori di Pola e dell'ampio
territorio compreso nella Polesana. Essi riconobbero di possedere
queste terre da parte dei patriarchi nel 1299 ed anche nel 1336,
cinque anni dopo la loro cacciata da Pola.
L'antico abitato medioevale fu dotato di un presidio militare nell'epoca
veneta.
Fu abbandonato, dalla sua ormai scarsa popolazione alla fine del
XIV° secolo, probabilmente per le pestilenze e per fatti di
guerra.
La contrada, resa incolta ed abbandonata, con le case del villaggio
ormai in rovina, venne incamerata nei possessi del Magistrato dei
beni incolti, formato dai Veneziani per il ripopolamento dell'Istria,
il cui calo demografico, nel XV e XVI secolo, aveva reso quasi deserta
la campagna istriana.
Nel 1586 parecchie famiglie cipriote, guidate dal nobile
Giulio Sozomeno da Nicosia, vennero ad insediarsi in Istria e quelle
di Simone e Matteo Sichich ottennero in dono, dal governo veneto,
ottanta campi di terra nella contrada di Tortiàn, formando
sul colle una tenuta che, come la chiesa allora ancora esistente,
si chiamò S. Giacomo delle Tre Porte.
Nel 1697 giunsero da Carnizza d'Arsa Mico e Gasparo Sichich
e, con il consenso del provveditore veneto di Pola, costruirono
i casolari a nord-est di Tortiàn, lungo la strada romana,
fondando così il nuovo villaggio che, dal nome della loro
famiglia, prese il nome di Sichici.
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