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SANVINCENTI - SVETVINCENAT

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Sanvincenti è una località, un tempo alquanto importante, che si trova a pari distanza dal Canal di Leme e dal Canale dell'Arsa. Si trova su un altipiano circondato da colli, sui quali il Marchesetti individuò resti di antichi castellieri. Qui, dall'alto, gli antichi Istri presidiavano i rari ma preziosi pascoli sottostanti ed i terreni coltivati. Al centro di questo altipiano, molti secoli dopo, sorse Sanvincenti. Il suo nome venne citato per la prima volta nel 965.

In questa plaga calcarea, lievemente ondulata, dove esistevano poche case semi abbandonate, nel IX o X secolo fu fondata un'abbazia dei Benedettini, dedicata a San Vincenzo, martire spagnolo morto nel 304. Allora, questa parte interna dell'Istria, dopo le invasioni barbariche dei secoli precedenti, era pressoché deserta ed i frati, con la creazione di questo convento, che divenne il centro della vasta area circostante, furono, quindi, determinanti per la continuazione della, vita civile, così difficile alla fine del primo millennio.

La conferma dell'esistenza dell'abbazia è data da un documento del 1025, di determinazione dei confini tra la medesima ed i territori di Golzana vecchia e Barbana. Si presume che allora sia esistito anche il borgo.

Dal VI secolo l'agro di Sanvincenti fece parte del "feudo di Sant'Apollinare" un insieme di beni posti nell'agro polese e donati dall'imperatore Giustiniano all'arcivescovo di Ravenna Massimiano, nativo di Vestre, sulla costa occidentale istriana. Per la lontananza e per il suo scarso peso politico in questa regione la chiesa di Ravenna non potè proteggere questa sua proprietà. I vescovi di Parenzo le contestarono i diritti su tale fondo, per una presunta regalìa bizantina, del 521, a favore della diocesi di Parenzo, e ricordata in un documento del 1022, probabilmente falsificato; nel tempo questi beni furono incamerati nella mensa parentina.

In seguito, i vescovi riuscirono a far riconoscere dagli imperatori germanici la loro legittimità sul feudo. Il vescovo Pietro arrivò, nel 1177, a farsi confermare da papaAlessandro III, tra le altre cose, il pieno possesso della chiesa di Sanvincenti e delle sue cappelle, con l'approvazione apostolica. Divenuto marchese d'Istria nel 1209, con pieno potere temporale oltre che ecclesiastico su tutta la marca d'Istria, il patriarca d'Aquileia Volchero ebbe qualche problema a conservare e pro­teggere questo territorio semideserto e poco redditizio.

A quel tempo, probabilmente, una casa fortificata e cinta da mura con probabile funzione difensiva del piccolo borgo venne data in consegna dai patriarchi, circa nel 1250, alla nobile famiglia dei Sergi di Pola. Dopo la prima metà del XIII secolo, il feudo vescovile di Sanvincenti venne assegnato dalla diocesi parentina ad Alberto II conte di Gorizia e di Pisino, quale compenso alla sua nomina ad avvocato della chiesa di Parenzo.

(segue ...)