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non perdere:
visita a capo promontore, la punta dell'Istria. Isola di
Fenoliga con le impronte dei dinosauri.
Gli antichi, quali Strabone e Stefànos di Costantinopoli, chiamavano
Acropoli di Pola o Capo di Pola, la penisola che si pone quale vertice
meridionale dell'Istria, mentre il romano Pomponio Mela, nel I secolo,
la indicò con il nome di Promunturium Polaticum.
Da allora, per quindici secoli, questo fu il suo nome. Poi, esso
venne corretto in Promontore.
Questo interessante lembo dell'Istria, che penetra con la sua natura
rocciosa nell'Adriatico, inizia con il villaggio di Olmi,
che si trova fra la peschiera di Pomer ed il porto di Olmi grande
e termina a capo Promontore, chiamato Kamenjak dai Croati. Questa
penisola collinosa, in parte coperta da pini marittimi, da erbe
e cespugli aromatici, ma per lo più brulla e sassosa, già 4000 anni
or sono era abitata.
Sono noti tre castellieri: a sud di Olmi, nella parte superiore
della penisola, si alza una collina chiamata Monterosso.
Del castelliere preromanico si trovano resti di costruzioni dell'età
del bronzo, entro la cinta che circonda la parte meridionale del
colle.
Ad est di questo, dove la penisola volge con un angolo retto nettamente
verso sud, un altro colle detto Moncastello conserva, pur
in tono minore, altri ruderi dell'antico castelliere.
Fra i due castellieri, si trova un altro colle il cui nome dice
tutto: è il monte Rovina o Gomila, come lo chiamano i Croati
ed il cui nome indica un cumulo di macerie derivanti dalle rovine
di un oppido antico, ciò che in italiano sarebbe un grumazzo, od
una masiera come dicono gli Istriani.
A metà della penisola, sul monte Castril, sorgeva un tempo
il terzo castelliere di Promontore; era un grande agglomerato circondato
da mura e difeso a settentrione da un grande rialzo del terreno.
Nonostante le devastazioni subite dalle cittadine della Polesana,
dovute a fatti di guerra, pestilenze e calamità diverse, gli abitanti
della penisola di Promontore resistettero continuamente a queste
avversità, anche se al principio del 1500 la penisola aveva fama
di avere un clima micidiale, pestifero e malarico. Ciò era derivato
dalle case piene di cadaveri morti nelle tante epidemie e per l'abbandono
degli stessi da parte dei pochi superstiti.
Nel 1561 parecchie famiglie bolognesi vennero in Istria
chiamate dai Veneziani per ripopolare le campagne ormai deserte
della Polesana. La maggior parte si collocò a Pomer e a Medolino
mentre alcune famiglie si spostarono nella penisola di Promontore.
Purtroppo, causa le avversità naturali e i terreni diversi dalla
pianura padana, ma soprattutto per l'inimicizia e la contrarietà
dei Polesani, che mal vedevano questi forestieri, a cui erano stati
infeudati terreni incolti un tempo proprietà dei cittadini di Pola,
questo insediamento si rivelò un insuccesso ed i contadini bolognesi
preferirono il ritorno nelle proprie terre.
Nella Dalmazia gli Aiducchi e gli Uscocchi si fusero in un tipo
unitario di guerriero, che in certe situazioni cambiarono padrone
passando sotto il comando veneto ed austriaco; avevano entrambi
un unico nemico: il Turco. Gli Aiducchi che si stanziarono nella
penisola di Promontore facevano parte di un gruppo di 700 persone
portate in Istria nel 1671 con il loro capo Bajo Nikolic - Pivljanin.
Dopo la loro sistemazione a Promontore, nel 1672, gli Aiducchi non
interrupero i loro contratti con la Dalmazia. Da qui, a causa dello
scarso controllo effettuato dalla guardia costiera veneta, potevano
salpare indisturbati senza avvertire le autorità locali, potendo
così esercitare azioni di contrabbando ed atti di pirateria a carico
dei poveri pescatori ed anche di qualche piccolo vascello. Questi
Aiduchi si servivano di un brigantino e di una gaietta che erano
pure usati dal loro Bajo Nikolic che risiedeva a Pola. Nel 1674
i Veneziani distrussero queste imbarcazioni ponendo così fine a
queste illegalità.
Ad oriente della penisola emergono alcuni scogli che concorrono
a promuovere il golfo di Medolino quale una delle più belle zone
turistiche istriane.
Nella parte occidentale, più a sud dell'isolotto Felònega, si alza
la torre del faro; questo, alto 31 metri, è costruito sullo scoglio
Porer. Al largo di Porer una lanterna indica la Secca degli Albanesi.
Felonega divenne importante quando l'architetto Del Pino scoprì
una serie di orme, una vera pista di mastodonti, probabilmente l'unica
sequenza di orme preistoriche. Sono impronte di dinosauro della
fine del Cretaceo, di circa 80-90 milioni di anni or sono, e precisamente
del sottordine dei Triceratops. Felonega è ricordata anche nella
storia per l'uccisione, qui avvenuta, di Crispo, figlio dell'imperatore
Costantino, nel 326 d.C. |