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nord-est dell'aereoporto di Pola, ad oriente della strada che da
Pola porta a Barbana ed a Fiume, sopra una collina da cui si gode
un ottimo panorama del territorio polese, giace Monticchio.
È un villaggio antico, che venne in possesso dei vescovi di Pola
nel 1028 per donazione dell'imperatore Corrado II di Franconia.
Nel 1331 venne conglobato nella Regalìa di Dignano, un beneficio
dei patriarchi di Aquileia. Il suo nome è relativamente recente.
Occupa il sito dove ai tempi di Roma esisteva il centro della "sors"
Rumeianum o Rumianum. Il villaggio romano di Rumiano, nel VII o
VIII secolo scomparve per cause ignote, non si sà se per pestilenze
o per le incursioni slave.
Fu definitivamente spopolato dalla malaria e, nel 990, una terra
in Rumiano venne donata da un certo Sergio di Pola, persona ricca
e ragguardevole, al monastero di S. Michele in Monte di Pola che
aveva altri possedimenti nella vicina Nesazio.
La terra di Rumiano che si estende in un'area compresa tra
Nesazio, Castagna, Lavarigo e Marzana, venne venduta nel 1425 al
capitolo della chiesa maggiore di Pola.
Deserto per le tante pestilenze e fatti di guerra, Monticchio fu
ripopolato in parte, per la prima volta, con genti slave arrivate
dalla Dalmazia nel 1530. Dopo l'acquisto di Monticchio da parte
del Barbarigo, questi nel 1579 iniziò a condurre e sistemare nelle
case abbandonate altri fuggiaschi dalla Bosnia e dall'Erzegovina,
a causa dell'avanzare dei Turchi nella penisola balcanica. Poi ancora
nel 1583 e nel 1588 fece arrivare altre famiglie morlacche ed anche
artigiani e contadini veneti, i quali, nel tempo, si slavizzarono
a contatto quotidiano con i vicini.
Nel 1647 fece scalo a Pola un convoglio marittimo veneziano
che trasportò 430 morlacchi e 4500 animali; questi furono insediati,
dal capitano di Raspo Girolamo Correr, parte a Monticchio e parte
nei territori adiacenti che erano stati nuovamente decimati nella
popolazione dalla grande peste del 1630, che investì non solo l'Istria
ma tutta l'Italia settentrionale.
Monticchio, come Lavarigo, si trovava ai lati della importante
strada romana che portava alla Liburnia. |