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PUNTO SUGLI SCAVI DI VISOLA: CALICI IN CRISTALLO DI ROCCA E MILLEFIORI.
E TRA I RESTI, UNA MUCCA. FORSE UN SACRIFICIO?
Sorprendente penisola del Vescovo
Romani maestri di infrastruttura. Urge tutelare la località
MEDOLINO - È un "lavori in corso" permanente quello
che interessa la ricerca e la conservazione in località Visola
in quel di Medolino per l'organizzazione del Centro internazionale
di ricerca archeologia Brioni - Medolino. Ieri appuntamento in loco
con la responsabile del Centro Vesna Girardi Jurkic ed il direttore
tecnico degli scavi Kristina Dzin per dire delle ultime scoperte.
Importanti e interessanti.
Intanto, nella parte orientale della lussuosa villa romana, sotto
il bellissimo mosaico policromo rinvenuto lo scorso anno, è
stato scoperto un doppio impianto infrastrutturale, praticamente
acquedotto e canalizzazione in funzione dal I secolo (quello dell'imperatore
Costantino, per meglio determinare l'epoca) al basso medio evo,
grossomodo al VI secolo quando profughi provenienti dalla Pannonia
avevano dato vita, attorno alla villa, ad un insediamento.
Un'infrastruttura che è perfezione, sviluppata anche capillarmente
in una vera e propria rete. Ebbene, potrebbe fare l'invidia dell'attuale
amministrazione comunale medolinese e degli stessi abitanti del
luogo che a tutt'oggi un sistema così se lo sognano!
Non dovesse bastare, gli scavi effettuati nell'ala occidentale
della villa hanno riportato alla luce un porticato con vista a mare
(certo che questi Romani - quelli più danarosi, ovviamente
- non si facevano mancare proprio niente. Ma nemmeno oggi, quelli
con tasche più profonde, ad ogni latitudine, non scherzano
in quanto ad agi!). Ancora, si è risaliti ad una cloaca zeppa
di reperti archeologici, conchiglie, monete, vetri, ceramiche, frammenti
vari. Hanno fatto la gioia dei ricercatori impegnati negli scavi
(a proposito: stanno dando una generosa mano studenti di archeologia
e storia dell'arte provenienti da Belgio e Francia) frammenti di
calice di cristallo di rocca (raramente usato in antichità)
impreziosito da un elegante rilievo raffigurante un cavallo.
A ripagare i ricercatori (queste temperature proibitive sono difficilmente
sopportabili al fresco di una pineta, figuriamoci a scavare!) anche
un frammento di calice che gli addetti ai lavori chiamano "millefiori",
di vetro giallo giunto alla penisola del Vescovo sicuramente da
Oriente.
Un'ultima curiosità che sicuramente sarà ancora oggetto
di studio: tra oggetti che fanno la memoria materiale, diciamo,
artistica, anche un rinvenimento che potrebbe avere la giusta collocazione
tra quello che serve a spiegare più da vicino e forse in
maniera più... prosaica, la quotidianità: a Visola
è stato recuperato un bue (quello che a distanza di un mare
di secoli è rimasto dell'animale: ossa) vissuto nel V secolo.
Per leggerlo è stato necessario chiedere l'aiuto degli esperti
della Divisione di anatomia della Facoltà di veterinaria
di Zagabria.
E gli esperti hanno concluso trattarsi di una mucca già
vecchiotta, sicuramente un animale da lavoro. Più difficile
dire perché l'animale si trovasse dove è stato rinvenuto:
fine naturale e semplicemente lasciato là, oppure è
la "vittima" di un rito sacrificale? Altro particolare
che agli archeologi certamente racconterà qualcosa, la carcassa
dell'animale era stata ricoperta di calce e malta.
Così il passato. L'oggi? Vesna Girardi Jurkic lamenta la
scarsa protezione di un'area ricca e interessante che forse mal
si sposa al turismo un po' invadente di casa nostra: insomma, sulla
penisola del Vescovo, la villa romana e tutto quello che racchiude,
male si accompagna ai teli da spiaggia e a vocianti bagnanti che
non di rado si concederebbero grigliate per soddisfare qualche peccato
di gola. Chiamato in causa direttamente il sindaco di Medolino Emil
Jukopila, presente all'incontro: ha promesso protezione per la zona.
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