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MEDOLINO - MEDULIN (2)

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CAMPAGNA DI SCAVI 2003/5

IL PUNTO SUGLI SCAVI DI VISOLA: CALICI IN CRISTALLO DI ROCCA E MILLEFIORI.
E TRA I RESTI, UNA MUCCA. FORSE UN SACRIFICIO?

Sorprendente penisola del Vescovo
Romani maestri di infrastruttura. Urge tutelare la località

MEDOLINO - È un "lavori in corso" permanente quello che interessa la ricerca e la conservazione in località Visola in quel di Medolino per l'organizzazione del Centro internazionale di ricerca archeologia Brioni - Medolino. Ieri appuntamento in loco con la responsabile del Centro Vesna Girardi Jurkic ed il direttore tecnico degli scavi Kristina Dzin per dire delle ultime scoperte. Importanti e interessanti.
Intanto, nella parte orientale della lussuosa villa romana, sotto il bellissimo mosaico policromo rinvenuto lo scorso anno, è stato scoperto un doppio impianto infrastrutturale, praticamente acquedotto e canalizzazione in funzione dal I secolo (quello dell'imperatore Costantino, per meglio determinare l'epoca) al basso medio evo, grossomodo al VI secolo quando profughi provenienti dalla Pannonia avevano dato vita, attorno alla villa, ad un insediamento.

Un'infrastruttura che è perfezione, sviluppata anche capillarmente in una vera e propria rete. Ebbene, potrebbe fare l'invidia dell'attuale amministrazione comunale medolinese e degli stessi abitanti del luogo che a tutt'oggi un sistema così se lo sognano!

Non dovesse bastare, gli scavi effettuati nell'ala occidentale della villa hanno riportato alla luce un porticato con vista a mare (certo che questi Romani - quelli più danarosi, ovviamente - non si facevano mancare proprio niente. Ma nemmeno oggi, quelli con tasche più profonde, ad ogni latitudine, non scherzano in quanto ad agi!). Ancora, si è risaliti ad una cloaca zeppa di reperti archeologici, conchiglie, monete, vetri, ceramiche, frammenti vari. Hanno fatto la gioia dei ricercatori impegnati negli scavi (a proposito: stanno dando una generosa mano studenti di archeologia e storia dell'arte provenienti da Belgio e Francia) frammenti di calice di cristallo di rocca (raramente usato in antichità) impreziosito da un elegante rilievo raffigurante un cavallo.

A ripagare i ricercatori (queste temperature proibitive sono difficilmente sopportabili al fresco di una pineta, figuriamoci a scavare!) anche un frammento di calice che gli addetti ai lavori chiamano "millefiori", di vetro giallo giunto alla penisola del Vescovo sicuramente da Oriente.
Un'ultima curiosità che sicuramente sarà ancora oggetto di studio: tra oggetti che fanno la memoria materiale, diciamo, artistica, anche un rinvenimento che potrebbe avere la giusta collocazione tra quello che serve a spiegare più da vicino e forse in maniera più... prosaica, la quotidianità: a Visola è stato recuperato un bue (quello che a distanza di un mare di secoli è rimasto dell'animale: ossa) vissuto nel V secolo. Per leggerlo è stato necessario chiedere l'aiuto degli esperti della Divisione di anatomia della Facoltà di veterinaria di Zagabria.

E gli esperti hanno concluso trattarsi di una mucca già vecchiotta, sicuramente un animale da lavoro. Più difficile dire perché l'animale si trovasse dove è stato rinvenuto: fine naturale e semplicemente lasciato là, oppure è la "vittima" di un rito sacrificale? Altro particolare che agli archeologi certamente racconterà qualcosa, la carcassa dell'animale era stata ricoperta di calce e malta.
Così il passato. L'oggi? Vesna Girardi Jurkic lamenta la scarsa protezione di un'area ricca e interessante che forse mal si sposa al turismo un po' invadente di casa nostra: insomma, sulla penisola del Vescovo, la villa romana e tutto quello che racchiude, male si accompagna ai teli da spiaggia e a vocianti bagnanti che non di rado si concederebbero grigliate per soddisfare qualche peccato di gola. Chiamato in causa direttamente il sindaco di Medolino Emil Jukopila, presente all'incontro: ha promesso protezione per la zona.