| Da
non perdere:
visitare la zona dei nuovi scavi archeologici
a Isola.
La parte terminale della penisola istriana presenta una costa molto
articolata e racchiude il grande golfo di Medolino, fra punta Merlera
e punta Promontore o Kamenjak, come la chiamano i Croati.
La penisola detta Monte Castello, che si insinua nel mare
a sud ovest del villaggio ed č circondata da una spiaggia sabbiosa
con un fitto bosco di pini che arriva fino al mare, č un luogo ideale
per il campeggio cosicché sulla riva orientale della penisola e
sulla punta Castello č sorto un enorme autocampeggio.
Circa quattromila anni or sono, alla fine del neolitico,
nel territorio di Medolino esisteva l'unico abitato all'aperto che
č stato finora scoperto in Istria oltre a quello di Gromazza, sull'isola
di Brioni Maggiore. A sud-ovest di Medolino si trova una penisoletta
arrotondata, che un tempo era un'isola. Si chiama, infatti Isola,
ed č conosciuta anche come Isola del Vescovo essendo stata un tempo
parte dei possedimenti della diocesi di Pola.
Punta Castello č l'estremo limite meridionale della penisola
chiamata Monte Castello e prese probabilmente il nome dal castelliere
che era sorto in questa localitā e che si č tramandato fino ad oggi.
In realtā Punta Castello ora č un'isola collegata alla penisola
con uno stretto istmo. Al tempo dell'etā del ferro, all'arrivo della
popolazione illirica, il castelliere esisteva giā e si trovava ad
emergere dal mare circa 4 m. pių di oggi, in quanto l'abbassamento
della costa istriana č di circa un metro ogni 1000 anni. A quell'epoca
anche il profilo della costa del golfo era diverso e Punta Castello
formava l'estrema appendice del terreno nel golfo di Medolino.
Dal castelliere si abbracciava con lo sguardo tutto il golfo fino
alle isole del Quarnero; solamente verso la terraferma furono costruite
le mura di difesa.
L'altro castelliere di Medolino era sorto sull'altura di Vercivān,
una corruzione slavizzata nel XIX° secolo del nome detto un tempo
Orcivān o Orzevān. Nella preistoria questo castelliere era riunito
da due mura di cinta, a forma di mezzaluna che si congiungevano
in un baluardo. Giā nell'804 il Casale Orcionis partecipō all'assemblea
del Placito del Risano. Nel 1198-99 Orcevān venne a far parte del
"feudo Morosini" e poi, per donazione del vescovo di Pola, verso
la fine del XIII secolo, passō in dominio ai Sergi di Pola, meglio
conosciuti come Castropola. Al tempo della Signoria dei Castropola,
a cavallo dei secoli XIII e XIV, Orcevān era una borgata ricca e
popolosa; questa formava una comunitā rurale con propria amministrazione
la quale perō, per certi fatti, era subordinata al comune di Pola.
Qui veniva esercitata l'arte della lana, si producevano panni grezzi
detti rasse, di colore grigio o nero, che venivano smerciati in
Istria ed anche sulla costa italiana, oltre che nel territorio di
Venezia.
Per molti storici Medolino dovrebbe essere il sito della
scomparsa Mutila che, assieme a Nesazio ed a Faveria, fu
rasa al suolo dai Romani nel II secolo a.C. Potrebbe essere, come
Nesazio, che l'antico abitato istro sia stato in seguito ricostruito
dai Romani e che abbia continuato ad esistere quale abitato romano
con il nome Metilinum o Metellinum.
Nel medioevo fu chiamato Mutilianum. Il noto castelliere
dell'etā del ferro, chiamato Mutila, potrebbe quindi esser esistito
lā dove oggi c'č la chiesa di S. Agnese, a Medolino. Certo che su
questa collina, oggi sovrastata da un abitato medioevale, non sono
ancora state effettuate ricerche sistematiche per appurare l'effettiva
esistenza di questa "Mutila oppidum" come la chiamō Tito Livio.
Ville romane furono localizzate e studiate ad Isola del Vescovo,
a Monte Castello, lungo la spiaggia della Peschiera Biezzi ed a
Casella; sono tutte poste in riva al mare o su territorio urbanizzato.
La posizione protetta del golfo di Medolino č stata fondamentale
per la creazione delle condizioni ideali per lo sviluppo, nell'Istria
meridionale, del turismo, dal quale la maggior parte della popolazione
attuale trae la possibilitā di vita e di lavoro. |