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una zona prettamente calcarea, circondato da doline piuttosto ampie
la maggiore delle quali, detta val Comune, raggiunge 500 m di diametro,
si trova il villaggio di Lavarigo.
Ravaricum apparteneva all'agro di Nesazio.
Passò poi sotto il municipio di Pola, dopo la scomparsa di Nesazio
nel VII secolo. Nelle vicinanze venne alla luce una villa rustica
romana a somiglianza di quella trovata a Barbariga e in altri luoghi
dell'Istria.
Già nel 990 Lavarigo è una località nota tra i possedimenti
ecclesiastici.
Ravarigo ora Lavarigo, è nominato per la prima volta nel 1150
come vicus Ravaricus e nel 1243 "frater Johannes de Ravarigo"
fu uno dei firmatari dell'atto di fedeltà di Pola verso Venezia.
Nel 1330 apparteneva alla Regalìa di Dignano i cui
diritti feudali furono appannaggio dei patriarchi d'Aquileia; si
staccò in quell'anno dal comune di Pola e aderì a quello di Dignano.
Nel 1407 e nella seconda metà del XVI secolo arrivano a
Ravarigo nuove genti croate e bosniache.
La prova dell'esistenza di Lavarigo fornita dalla data del 1487
rilevata sulla campana rimane valida purché questa non sia stata
reperita, come l'altra, fra le rovine di Ravarigo.
A nord di Lavarigo esistono le rovine della chiesa di San Silvestro,
sul colle omonimo alto 122 m, circondata da antichi ruderi di case
medioevali.
Da questi ultimi venne estratto un grande sarcofago in pietra dell'XI
secolo, con due scheletri, che ora si trova al museo di Pola. Dall'iscrizione
scolpita sul coperchio risulta che i due corpi ritrovati nel sarcofago
sono appartenuti ai maestri Giovanni e Gariberto. Si suppone che
essi fossero maestri lapicidi, forse i costruttori della chiesa
stessa.
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