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visita alla parrocchiale della cittadina.
Luogo dalle radici molto antiche, risulta abitato sin dalla preistoria:
fu un castelliere nel quale la vita terminò con l'occupazione romana
del II sec. a.C. anche se mantenne, forse per qualche tempo ancora
durante la repubblica romana, il ruolo di centro di passaggio di
minore entità.
Il villaggio di Gallesano si trovava al centro d'una "sors",
che si può supporre fosse appartenuta a un veterano della gens Gallia.
Il nome latino è, infatti, Gallicianum, mutato nel medioevo, nel
1150, in vicus Galisanum e poi Golisani.
Dell'epoca romana molti sono i reperti trovati sia nell'abitato
che nelle vicinanze di Gallesano. Qui fu rinvenuta, presso un laghetto,
un'ara votiva del I secolo dedicata a Iside. È ornata ai lati con
i simboli di questo culto che ebbe una grande diffusione in Istria.
A Gallesano esistevano beni di proprietà della chiesa di Ravenna,
già dal VI secolo, quando questi furono donati all'arcivescovo
Massimiano dall'imperatore Giustiniano, formando nel tempo il "feudo
di S. Apollinare" che racchiudeva in sè tutti i beni dell'arcivescovo
dell'importante città romagnola.
Nel 1199, per sottrarre questi possedimenti all'ingordigia
sia di facoltose famiglie polesi sia dello stesso comune di Pola
che intendeva acquisirli, il vescovo Ubaldo infeudò Gallesano, che
in seguito formò parte del cosidetto "feudo Morosini", al nobile
patrizio veneziano conte Ruggero Morosini, in quel tempo podestà
di Pola.
Nel 1300 tutta Gallesano si trovò in possesso dei patriarchi
d'Aquileia che erano in quel tempo anche marchesi d'Istria.
La sua popolazione parlò sempre l'istrioto, un dialetto italico,
autoctono, derivato direttamente dal latino. A causa della sua
origine prettamente italiana, nel 1915 la popolazione fu deportata
a Wagna, in Stiria, dagli Austriaci i quali permisero ai sopravvissuti
il ritorno a casa solo dopo la fine della prima guerra mondiale.
Gallesano non ha ricevuto grandi benefici dal turismo; è prevalentemente
una zona agricola e le antiche case del centro storico, in pietra
calcarea nuda, recano segni di trascuratezza: molte abitazioni si
presentano abbandonate già dal tempo dell'esodo della popolazione
italica. |