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CRISTOGLIE - HRASTOVLJE

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Famosa per il ciclo di affreschi di Giovanni da Castua (1490), tra i quali la 'Danza Macabra'.
Elenco delle Danze Macabre in Europa.

Per arrivare a Cristoglie, l'antica Cristogliano, dall'Italia si passa il valico doganale di Rabuiese, e prima di arrivare ad Ancarano si gira a sinistra in direzione di Dekani; superata Dekani si prende la direzione per Buzet (Pinguente) e dopo qualche chilometro si trova l'indicazione per Cristoglie.

Il paese è posto sotto le pendici settentrionali del monte Chiusa, di m 299, sede di un castelliere preistorico. Cristoglie, situata quasi in fondo alla valle dell'alto bacino torrentizio del Risano, ben coltivata e zona di produzione di un ottimo moscato, è chiamata dagli Slavi Hrastovlje, nome formato da hrast (quercia) e oglje (carbone).

Oltre alla forma dialettale Crestaia, anticamente fu chiamata Crastoia, Cristoia, Crostogia, Cristoggia e principalmente Cristovia.

Questa denominazione è significativa perché ricorda i pellegrinaggi in Terra Santa; infatti la valle del Risano era percorsa dall'antico tracciato danubiano lungo il quale si snodava l'importante commercio dell'ambra. Il tracciato era segnato da "cumuli preistorici", grandi ammassi di pietre, sistemati a cono e alti diversi metri. I pellegrini che fino a dopo il Mille percorsero questa strada lasciarono testimonianze scritte e orali dell'esistenza di tali cumuli e del sentiero preistorico.

Il villaggio, nel 1028, fu donato dall'imperatore di Germania, Corrado II il Salico, ai patriarchi di Aquileia e fu infeudato nel XII secolo ai vescovi di Trieste i quali lo passarono successivamente a vari laici, tra cui i Neuhaus o Neauser, una famiglia feudataria tedesca di basso rango, che lo mantenne nel XV e XVI secolo, anche dopo che Cristoglie fu acquisita dalla Repubblica di Venezia con il trattato di Trento del 1535.

Una lapide con scritta latina ricorda che nel 1581 la villa di Cristoglie fu venduta dalla famiglia Neuhaus all'illustre medico capodistriano di origine padovana Alessandro Zarotti, con diritti civili e pertinenze. L'iscrizione è posta sopra il portale d'ingresso al Tabor.

Nel XVII secolo fu in parte proprietà dei Vergerio di Capodistria. Durante la guerra fra Austriaci e Veneti del 1615, il veneziano Marco Loredan, provveditore della regione, fece presidiare il paese dalle cernide (milizie paesane), per contenere gli assalti degli arciducali e degli Uscocchi loro alleati.

(segue ...)