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visita a Porto Badò.
Al centro della piccola penisola che separa Porto Badò da Porto
Vignole, sulla costa sud-orientale dell'Istria, si trova il povero
e romantico villaggio di Cavrano che offre, però, il pregio di una
grande tranquillità ed una gran vista sul Quarnero e le isole dirimpettaie
di Cherso e Lussino.
Cavrano fu il centro della vasta area abitata in tempi preistorici:
sul lato occidentale della penisola, sopra la valle di Badò, si
erge il monte Gromazza, alto 157 m., e ad oriente il monte Castello,
entrambi luoghi di antichi castellieri, come pure quello posto sulla
punta Pradisèl, sopra Porto Vignole, una splendida insenatura immersa
nella macchia mediterranea.
A Gromazza la presenza di genti appartenenti allo stadio culturale
neolitico è documentata, dal rinvenimento di resti di ceramica impressa,
che si può far risalire al 4000-5000 a.C.
Cavrano è una località antica ed il suo nome era, in epoca romana,
Caprianum, certamente per la sua prevalente attività attinente all'allevamento
caprino; localmente è chiamato Caveràn.
La romanità di Cavrano è attestata dalle tombe di quel tempo
nelle quali furono trovate anche urne di vetro, oltre ad altri reperti
quali monete repubblicane e imperiali, ciò ha permesso dunque di
stabilire che la località fiorì nel I sec. a.C. Era compreso nell'agro
della vicina e più importante Nesazio.
Dopo la fine dell'impero romano la parte meridionale ed orientale
dell'Istria fu soggetta agli assalti devastanti degli Avari, degli
Slavi e dei Longobardi.
Nel medioevo fu contrada del castello di Momarano ed era
proprietà del vescovo di Pola. Nel 1465 un documento ricorda frate
Marcus, eremita presso la "ecclesiam S. Hieronici del Caurano".
Per ripopolare il territorio e per compensare le gravi perdite d'abitanti
causate dalle guerre, dalle pesti e dalla malaria, nel 1660 furono
insediate nelle campagne abbandonate di Cavrano trenta famiglie
montenegrine che ebbero in consegna anche i terreni di Badò,
salvo i diritti che la "Comunità dei Marineri" aveva sopra l'omonima
valle. Ora la situazione è migliorata, la gente lavora la campagna
od è impegnata nelle vicine stazioni turistiche.
La zona boscosa posta ad est di Cavrano, tra la val Cavrano e la
val Caline, situata fra punta Longa e punta Forticcio, è chiamata
Casali; anche qui furono rinvenute tracce di antichi insediamenti
e sopra un'altura giace un vasto castelliere.
Tutta l'area di Cavrano è detta Quanque, come pure il monte che
si trova a nord del paese; è un termine latino rimasto intatto nel
corso dei secoli.
A Cavrano, fino a qualche tempo fa, non era facile arrivare: il
vallone di Badò era zona militare interdetta e pertanto si doveva
scendere da Marzana passando per Vareschi e Pavici. |