| Questa
località è nota ai geografi per la sua presenza sopra
il Vallone che è il proseguimento in terraferma del Canal
di Leme. Questa lunga e sinuosa valle asciutta è, infatti,
nota come Vallone di Canfanaro, chiamato Draga dagli Slavi e che
significa semplicemente valle.
La bellissima posizione di Canfanaro, la fertilità delle
sue terre e la salubrità dell’aria ne hanno fatto uno
dei luoghi più ameni dell’Istria. Capoluogo di un vasto
comune che raggruppava paesi anche al di là del Vallone,
è sempre stato il baricentro di questa landa agricola anche
se la sua base economica presentò alternative diverse; ciò
è stato reso possibile dalla ferrovia che vi passa, lungo
l’asse Pisino-Pola, fin dal 1876. Era un tempo anche capolinea
della ferrovia Canfanaro-Rovigno, ora dismessa.
E’ anche il centro di una vasta rete stradale disposta a raggiera
da cui rapidamente si raggiungono Dignano, Pola, Rovigno, Pisino
e Trieste lungo la via Flavia.
Il suo antico territorio, oltre la disabitata Duecastelli, comprendeva
ad est, dove confinava con le terre di Gimino, i paesi agricoli
di Burici, Marici e Morosini. Ad ovest, fra i confini di San Lorenzo
del Pasenatico e di Rovigno incorporava, a sud del Vallone, i paesi
di Ocretti, Curilli, Roiàl, Morgani, Coreni, Barato e Ladich.
E’ un territorio carsico, tormentato da infinite doline e
tante piccole alture boscose.
Le campagne, divise dal Vallone, molto fertili per la preziosa terra
rossa contenuta, sono ricche di olivi e di vigneti e anche le doline
sono coltivate intensamente.
I bianchi casali sparsi nel territorio, uniti fra loro da antichi
sentieri, spiccano ai limiti dei campi circondati da muri a secco
ed alternati da boschi cedui e lande adatte al pascolo.
Alla totale mancanza di ogni idrografia superficiale si è
sopperito con cisterne che raccolgono le acque piovane dai tetti
dei casali; numerosi pozzi e laghetti sono stati realizzati, da
secoli per l’abbeveraggio del bestiame cospargendo di grossi
strati di argilla il fondo di questi piccoli avvallamenti.
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