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In coincidenza con la premiazione del XXXIII° Concorso
d'arte e di cultura "Istria Nobilissirna" esce l'antologia delle
opere che sono state premiate nell'edizione del 1999. La scelta
dei lavori risulta anche questa volta rappresentativa di linee e
tendenze ben collaudate. Una ormai ben riconoscibile fisionomia
tematica e stilistica testimonia, nel senso più proprio, l'incontro
tra più culture e porta in sé la tipica irrequietudine plurietnica
e pluriculturale che caratterizza la realtà adriatica orientale.
Cosa ci dicono questi testi?
Che a scrivere sono donne quanto uomini, certo, ma in proporzione
abbastanza paritaria. Questi testi parlano di mondi che si incontrano
e si scontrano; questi testi ci mostrano la nuova grande legge che
comincia ad apparire nel nostro destino terrestre: che si possono
vivere più vite in una vita, che si può essere capaci di appartenenze
multiple. Essi raccontano più o meno funzionalmente quasi sempre
l'avventura autobiografica frequentando i temi più vari, ponendo
in evidenza, soprattutto, sentimenti misurati e decorosi, il gusto
per la chiarezza e la "franchezza", il rifiuto per i giochi
retorici puramente sintattici o concettuali, i casi, i modi, le
occorrenze, i significati, le sorprese, gli scontri ed incontri
delle culture, attraverso le storie, le immagini e i ritmi poetici.
Eppure, tale letteratura suscita scarsissima o nulla attenzione
nel mondo editoriale italiano e tra i critici letterari in Italia,
che quando se ne accorgono - rarissimamente - o non sanno come trattarla
o decidono di ignorarla. Le effimere increspature ventose del mercato
italiano all'uscita dei volumi del premio promozione di "Istria
Nobilissima" (Campanotto editore, Udine) e le inerti pubblicazioni
della Biblioteca Istriana che non circolano lungo lo stivale, non
cambierebbero di fatto il giudizio sulla natura transitoria e subordinata
della letteratura degli scrittori istriani e fiumani all'interno
del mercato letterario italiano. Il Flusso di comunicazione in due
sensi rimane un pio desiderio.
Un varco tra i muri è stato aperto molto coraggiosamente dalla casa
editrice fiumana EDIT con la pubblicazione di libri bilingui
che creano spazi di comunicazione fra cultura minoritaria e cultura
maggioritaria.
Ma non è bastato. Non basta.
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